17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Il dio delle foreste

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Accidenti non riesco nemmeno a muovermi>>
Ero rimasta incastrata con le ali nei rami di un albero. Seth si avvicinò e cercò di liberarmi, appena ci riuscì feci scomparire le ali.
<< E’ talmente fitta questa vegetazione da togliere persino il respiro>> mi disse mentre cercava di staccarsi una liana dal braccio.
<< Non si vede nemmeno la luce del sole filtrare tra i rami>> fece notare Angela.
Lei era l’unica che non aveva particolari difficoltà. Il suo corpo sinuoso si muoveva lentamente ma con una grazia affascinante.
Riusciva a passare tra gli arbusti senza nemmeno ferirsi.
In compenso io e Seth eravamo totalmente coperti di graffi.
<< Ahi>> ma basta!
<< Che è successo ancora Lilith?>> mi chiese Seth venendomi addosso visto mi ero fermata di colpo.
<< Fai vedere. Niente è solo un graffio>> Angela si leccò il dito e me lo passò sulla ferita.
<< Speriamo non siano velenose>> se lo erano di certo sarei già morta visto come ero conciata. I graffi che bruciavano di più erano quelli sul viso.
<< No stai tranquilla, io lo sentirei>>
In effetti Angela riusciva a percepire se qualcuno o qualcosa era pericoloso, dalle vibrazioni che emanava. Così mi aveva spiegato. Come una sorta di radar incorporato.
Eravamo in questa dimensione per recuperare un oggetto. Non sarebbe stata una cosa difficile se la foresta fosse stata meno aggressiva nei nostri confronti.
<< Ma qui ci vive qualcuno?>> chiesi cercando di passare tra dei rami spinosi, i capelli mi rimasero impigliati. Che scocciatura!
<< Si. Vivono molti insetti, nessun animale e le creature delle foreste>>
<< Come sono?>>
<< Come il dio Pan della mitologia >> fu Seth a rispondermi << corna, barba, naso camuso, piedi caprini e la coda, con un bel corpo villoso>>
Un vero modello di bellezza! Chissà perchè Dozineth non li aveva assunti nella sua agenzia come modelli.
Mentre pensavo a queste cose mi ferì nuovamente con un ramo, iniziavo a non poterne più.
<< Riesci a vedere qualcosa Angela? Ormai dovremmo essere vicini all’oggetto>>
<< Niente Lilith mi dispiace, è tutto troppo fitto e l’energia che emanano queste piante è molto potente. Fatico a vedere persino la vostra>>
Fantastico. Se lei con la sua “vista” non riusciva a rintracciare l’oggetto come potevamo farlo noi?
<< Fermiamoci un attimo. Rischiamo di non vederlo>> presi la mano di Angela per fermarla, era impressionante guardarla muoversi in quella giungla e sopratutto seguirla.
Faceva caldo, l’aria era talmente umida che si faticava a respirare. Sentivo male al petto ogni volta che tentavo in inspirare ossigeno.
<< Lily stai bene? Sei molto pallida>>
<< Si si Angela. E’ che non riesco a respirare>> chiusi gli occhi e mi massaggiai le tempie. Sentivo che stava per arrivare un terribile mal di testa. Il dolore al petto era aumentato ancora. L’aria entrava a fatica nei polmoni.
<< Lilith!>> sentì la voce di Seth che mi chiamava ma ormai vedevo tutto nero e il mio corpo aveva perso sensibilità. Sentì un tonfo, ero io che cadevo?
Il nero mi avvolgeva come un manto. Non vedevo assolutamente nulla: non sentivo più il mio corpo. Mi sembrava di respirare normalmente ma non avevo percezione dei miei polmoni.
Cercai di parlare, di chiamare gli altri ma la voce non mi uscì dalla gola.
Iniziai ad avere un po’ di paura.
Una luce in lontananza. Mi sembra di alzarmi e di camminare, si cammino, cammino proprio verso di lei. Almeno credo di camminare, perchè non sento le gambe, ne le braccia.

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5 pensieri su “Il dio delle foreste

  1. Avvincente… dai, siamo curiosi di vedere cos’è successo!

  2. ciao arrivo ora sul tuo blog🙂

  3. bellissimo…

tiZ On the trAin

(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Blog semi serio di un ciccione che vuole riappropriarsi del proprio corpo.

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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