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Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Il mondo di cristallo – parte 2

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I Messaggeri di Hermes

<< Vieni che prendiamo gli accappatoi e mettiamo i vestiti fuori ad asciugare>> la sua voce era incrinata
<< Non è la prima volta che fai questo genere di viaggi?>>
Cercai di pensare ad altro per distrarmi e l’unica immagine che mi si formò nella mente era lui che nuotava con altre donne. Cercai di scacciare quel pensiero.
<< No. Da quando Stola ci ha fatto vedere il lago io e Seth ci andiamo spesso. Allora Dozineth ci ha lasciato gli accappatoi per il rientro>>
Avevo pensato male di lui, ingiustamente. Ma cosa mi stava succedendo? Non ero più io. Non mi riconoscevo più.
Entrammo in una camera con una porta finestra che dava su un balconcino. Marc aprì l’armadio e si girò per darmi l’accappatoio. Rimase fermo a fissarmi con le pupille dilatate e la bocca socchiusa.
Solo allora mi accorsi che la maglietta e i pantaloncini erano completamente fradici e aderivano al mio corpo. Istintivamente mi coprì il seno con le braccia.
<< Scusa >> Marc scosse la testa come per scacciare dei pensieri e mi diede l’accappatoio  cercando di non guardarmi<< Vai in bagno prima tu. Stendiamo i vestiti lì fuori ad asciugare, tanto col caldo che fa in poco tempo saranno pronti>>
Presi l’accappatoio e mi cambiai.
Uscì dal bagno che Marc si era già tolto i vestiti bagnati e li stava stendendo.
Lo raggiunsi sul balcone.
<< Come va? Ti sei calmata?>> cercò di incrociare il mio sguardo.
<< Un poco >> ma non lo guardai negli occhi.
Rientrai in camera dopo aver steso i pantaloncini e la mia maglietta. Ero a disagio e ancora scossa.
Marc mi seguì e mi prese per il braccio, mi voltai a guardarlo. Era preoccupato ma non solo. Nel suo sguardo passò un ombra. Incollò i suoi occhi nei miei. Mi mise le mani sulle spalle. Sentì una scossa elettrica scendere per la mia spina dorsale. Abbassai gli occhi.
<< Lily ti prego non farti del male. Per me tu sei bella qualsiasi forma assumi. Anche con le zampe.>>
Per Marc ero bella?
Il suo corpo ora aderiva al mio. Sentivo il calore passare attraverso l’accappatoio. Lui mi sovrastava di quindici centimetri. Per guardarlo dovevo sollevare la testa. Così feci, i nostri volti erano vicini, molto vicini.  Le sue labbra stavano quasi sfiorando le mie. Trattenni il respiro nell’attesa del momento in cui si sarebbero toccate.
<< Ecco dove eravate finiti!>>
La voce di Sonia ci fece sobbalzare e ci staccammo subito.
<< Mi sa che ho interrotto qualcosa qui. Beh ormai il danno è fatto. Dai scendete che vi stiamo aspettando per la merenda>>
E così dicendo prese sottobraccio Marc e lo trascinò via.
Io li segui in uno stato confusionale completo. Cosa stava facendo Marc? Mi stava per baciare? Marc? Era vero o tutto un sogno? Mi ero immaginata tutto?

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

<< Allora stamattina come è andata al bar? Ti ha detto qualcosa?>>
Stavo pranzando con Simone all’esterno del locale, ovviamente le avevo raccontato tutto quanto. A dire la verità: quasi tutto. Di certo non potevo dirle che mi ero tuffata in un lago che si trovava in un’altra dimensione.
<< Niente. Si è comportato come sempre. Simone magari mi sono immaginata tutto. Non sono più così sicura di quello che è successo>>
<< Piantala! Lo sai che non ti sei immaginata un bel niente! Prendilo da parte e chiedigli spiegazioni!>>
<< Fosse così semplice…. Piuttosto, cambiando argomento: Quando partite?>>
<< Settimana prossima>>
<< Di già?>>
Simone e i modelli, con Seth come fotografo, sarebbero andati a New York per l’estate. Ovviamente per lavoro.
<< Puoi raggiungermi là a fine mese. Tanto qui il bar chiude per ferie>>
Già l’estate. Tutti pensavano alle loro vacanze. Io ero troppo concentrata sui miei sentimenti e i viaggi per pensare ad altro.
<< Potrei. Ci farò un pensiero. Ora è meglio che mi rimetta al bancone, sta arrivando un cliente>>
Salutai Simone ed entrai nel bar.
Verso la fine del mio turno ritornarono al bar Marc e Sonia, sempre insieme ovviamente.
Mi vergognavo un po’ dopo quello che era successo, ma era accaduto davvero? Temevo che la mia mente mi stesse facendo dei brutti scherzi.
Servì un the freddo a Marc e un succo d’ananas a Sonia.
In quel preciso istante arrivò Jemina a darmi il cambio e io fui felicissima di uscire dal bar, lontano da loro.
Fuori incontrai Albert.
<< Come mai non sei entrato?>>
<< Ho visto Sonia e ho cambiato idea. Ti accompagno a casa se vuoi>>
<< Va bene, però mi devi raccontare cosa è successo tra di voi.  Lei non ti piaceva?>
<< Oh si. E la cosa sembrava reciproca>>
<< Davvero? E allora?>>
<< Lei voleva solo scoparmi. Una volta fatto sesso con me ha perso interesse>>
Rimasi a bocca aperta.
<< Sono stato un po’ crudo ma è quello che lei mi ha detto: “Volevo fare solo sesso con te”. Io no invece. Dopo aver perso te volevo una relazione vera>>
<< Mi dispiace Albert, mi dispiace davvero>>
<< Che vuoi farci. Ero disposto a lasciar perdere la mia carriera per amore. Ma a quanto pare il destino mi incita a continuarla.>>
<< Oh Albert>>
<< Comunque Lily non preoccuparti perchè Sonia vuole la stessa identica cosa da Marc. Vuole solo portarselo a letto, ma lui non è interessato. Si vede>>
<< Perchè mi dici queste cose?>>
<< Perchè ho capito appena tornato dai Caraibi che ti eri innamorata di lui. Te lo si leggeva negli occhi. Per questo ho avuto quella reazione violenta>>
<< Ma sono davvero un libro così aperto?>>
<< Ah ah ah! Forse lo sei per me!>>
<< Beh ora New York ti attende. Dai che diventi famoso!>>
<< Hai ragione. E’ ora che penso solamente alla carriera.>>
Si avvicinò a me e mi baciò in fronte.
<< Ciao Lily e buona fortuna per il tuo amore>>
Ne avrò bisogno, pensai vedendolo allontanarsi.
Dunque Sonia non cercava una relazione, ma portarsi a letto Marc! Sarebbe dovuta passare sul mio cadavere.

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2 pensieri su “Il mondo di cristallo – parte 2

  1. Che Sonia non ci provi nemmeno!

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(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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