Schegge di passato – parte 2

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

<< Mi dispiace tanto per averti ferito ieri, non sapevo nemmeno di essere in grado di fare una cosa del genere>>
La dolce piccola Sonia era seduta al bancone del bar e stava parlando con Marc, erano seduti molto vicini…troppo.
Servì i due caffè e feci per allontanarmi il più possibile perché mi davano fastidio. Ma Marc mi prese la mano subito dopo che avevo appoggiato la tazzina, il mio cuore iniziò a battere forte.
<< Rimani qui. Ascolta la sua storia. Dopotutto voi non vi siete ancora conosciute bene>>
<< Eh…si…>> ero agitata, il cuore mi batteva talmente forte che non sentivo altro nelle orecchie e Marc non aveva ancora lasciato la mia mano.
Sinceramente non mi interessava la sua storia.
<< Oh… visto che me lo chiedi lo racconterò anche a lei>>
A me non interessa, non sforzarti troppo tesoro.
<< …comunque non pensavo che gli incidenti erano causati da me stessa. Sai avevo la brutta abitudine ad incendiare le cose>>
E guardò la mano di Marc che teneva ancora la mia, in quel momento lui si accorse di quello che stava facendo e mi lasciò subito. A quanto pare ero io a scottare come le fiamme.
<< Un caffè grazie>> un signore anziano, che riconobbi come il proprietario dell’edicola all’angolo, mi salvò da quella situazione.
Ma perché Marc mi aveva tenuto la mano? Solo per essere sicuro che ascoltassi la sua graziosa amichetta?
Mentre servivo il caffè al signore entrarono nel bar Simone con David e Albert.
A quanto pare la nostra bellissima Sonia aveva offuscato già l’ardente amore che Albert aveva per me. Meglio così. Però mi sentì un po’ di gelosa. Non tanto riguardo ad Albert, ma del fatto che prima ero sempre stata io al centro dell’attenzione mentre ora tutti si interessavano solo alla nuova arrivata.
<< Non ti piace eh?>>
<< Che dici Simone! E’ una brava ragazza>>
<< Ti conosco troppo bene. A te non piace>>
Non mi misi a ribattere perché Marc si era avvicinato a noi.
<< Pago io i caffè per tutti >>
<< Io vado Lily, ci vediamo stasera>> mi salutò Simone, poi si fermò e si avvicinò a Marc, parlando a bassa voce in modo tale che solo noi la potessimo sentire.
<< Hai già rubato una ragazza ad Albert, non lo fare di nuovo. Intesi?>>
E se ne andò.
Marc si voltò a guardarmi con uno sguardo penetrante,  io non sapevo più che fare, mi sentivo accaldata e sicuramente ero rosso fuoco.
Lui uscì senza dire una parola.

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