I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Il the è pronto. Prendo il vassoio e posiziono sopra le due tazze con un piattino di biscotti,  mi dirigo nella biblioteca dove Dozineth mi sta aspettando seduto sulla poltrona.
Ultimamente ci sono stati pochi viaggi e siamo tutti più riposati. A quanto pare gli uomini in nero all’inizio della primavera perdono le loro capacità e non disturbano la nostra vita “normale”…se così si può dire.
Chissà poi che si intende per normale, per un trapezista è normale volare da un trapezio all’altro mentre per me no, quindi direi che la normalità e solo un punto di vista, è puramente soggettiva.
Appoggio il vassoio sul tavolino e sprofondo nella mia poltrona preferita, almeno oggi non c’è Marc a portarmela via!
E inizio a raccontare il mio sogno.
<<Vedo una donna dalla pelle bianchissima, quasi trasparente… ha i capelli biondi chiarissimi lunghi fino alla vita. Ed è bella molto bella…sembra un dipinto…
Vive in una piramide, credo perchè dall’esterno non l’ha vedo, però ho questa sensazione.
La costruzione si trova sopra una città dove vivono uomini e demoni.
Li vedo piccolissimi dal balcone dal quale lei si affaccia.
So’ che lei è la vestale di una delle tre divinità principali che abitano quel posto.
So che sono tre fratelli ma io vedo solo quello che è il suo compagno, il quale è un angelo dai capelli castani.
Lei abita quasi in cima alla costruzione che si eleva sopra la città degli uomini e dei demoni.
So che nei piani sotto ci sono altri angeli e altre vestali.
Anche i fratelli del suo angelo hanno delle vestali.
Lei e l’angelo stanno però facendo una cosa di nascosto dal Padre,
Perchè se qualcuno viene a scoprire quello che fanno gli angeli se ne devono andare da quel posto
E sia gli uomini che i demoni si ribellerebbero e cercherebbero di uccidersi a vicenda.
Quello che lei fa è unirsi spiritualmente con l’angelo per prendere la Luce e poi unirsi col demone per passargliela.
Compiono questo rituale di nascosto da tutti.
Alla fine so che li scoprono, ma passa tanto tempo perchè la città sotto cambia..penso che siano secoli, loro sono sempre uguali quindi non capisco bene lo scorrere del tempo, e la costruzione si stacca dal mondo.
Si solleva in alto però non se ne va subito. Rimangono sospesi sopra gli altri.
E’ stata solo staccata la scala che collegava le due città.
Lei di nascosto ha fatto salire anche il demone.
Giù su quella città gli uomini hanno iniziato a lottare coi demoni.
Loro non hanno capito nulla di nulla, tramite i demoni erano in grado di farli evolvere, veniva passata la conoscenza a loro e loro la davano agli uomini.
Ora il cordone ombelicale si è staccato e lei ha salvato l’ultimo demone portandolo con loro sull’arca.
Gli uomini li uccideranno tutti. Non ne rimarranno più.
Questo Dozineth è il sogno che faccio da 3 giorni, sempre uguale. Che significa?”

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Dozineth beve un sorso del suo the, appoggia la tazza sul tavolino e mi guarda.
<<Non è un sogno>>
Si alza e prende un libro dallo scaffale, cerca una pagina e me lo pone.
C’è un quadro e quel dipinto raffigura la donna del mio sogno. Un brivido mi corre lungo la schiena. Si è proprio lei!
<<Ma chi è?>>
<<Questo libro non è della Terra >> gira pagina e mi fa vedere un capitolo dove non riconosco la lingua.
<<Me l’ha dato Anubis il giorno che sei nata. La donna del tuo sogno è tua madre in una delle tue vite precedenti>>
Non ho parole! In pratica ho sognato il passato!
Dozineth riprende a parlare dopo aver rimesso il libro al suo posto.
<<Partiamo dall’inizio. Sulla terra, prima dei dinosauri, non esistevano forme di vita. Era un pianeta nuovo appena nato.
I primi a popolarlo furono quelli che tu chiami demoni, il loro mondo di fuoco era affollato e alcuni partirono in cerca di nuove terre e si stabilirono qui.
I secondi abitanti furono il popolo del deserto che fuggì dalla distruzione del proprio mondo. Erano in pochi e malati.
Il nuovo pianeta era ostile e per sopravvivere le generazioni successive persero le conoscenze acquisite per occuparsi solo del sostentamento del proprio corpo.
In pratica i nuovi nati regredivano a livello di animale.
In quel periodo demoni e uomini cercavano di non avere contatti gli uni con gli altri.
Poi nel cielo apparve l’arca. Era una costruzione enorme, una città volante. Brillava di luce propria. Quello fu il primo sole che videro.
Fino ad allora avevano vissuto quasi al buio perchè i raggi dell’attuale sole non filtravano attraverso lo strato di cenere vulcanica presente nell’aria.
All’inizio rimase sospesa nel cielo per diverse generazioni di uomini. Senza alcun contatto con la terra.
Poi un giorno un’enorme scala toccò terra.
Ma nessuno vi scese.
All’inizio tutti ne furono spaventati e nessuno osò avvicinarsi.
La grande scala incuriosì sia uomini che demoni per la prima volta si trovarono a condividere un pensiero comune: cosa vi era lassù?
Ma tutti avevano paura.
Un giorno una ragazzina umana decise di salire e scomparve.
Da allora la paura crebbe e nessuno pensò più di avvicinarsi ad essa.
Passarono altre generazioni umane e un giorno si intravide una figura scendere le scale.
Era una donna umana, ma era diversa. Non era primitiva come gli altri. Camminava in forma eretta, la sua pelle era chiara e aveva i capelli rossi e gli occhi chiari. Gli uomini sulla terra erano di pelle scura, con occhi e capelli castani.
Gli uomini timorosi si avvicinarono di nuovo alla scala. Anche i demoni ne furono attratti.
Infine lei parlò una lingua che entrambi i popoli capirono:
“ Io sono la figlia della prima ragazza che salì la scala, lei non morì ma venne accolta dal Dio del sole che la istruì e lei divenne la sua sacerdotessa. Io ora ho preso il posto di mia madre e vengo a voi per istruirvi.
Rimarrò qui tra di voi e vi insegnerò a costruire una città, insieme recupereremo le conoscenze perdute e uomini e demoni vivranno insieme”>>
Dozineth si fermò e bevve un altro sorso di the. Lo imitai anch’io e presi anche un biscotto.
<<E così fece. Rispetto agli umani la sua vita si rivelò molto lunga, per generazioni gli uomini acquisirono conoscenza attraverso di lei.
Anche i demoni presero conoscenza ma la loro evoluzione si diversificò rispetto agli umani. Impararono a convivere nonostante le diversità.
Poi un giorno lei annunciò la sua morte, disse che tra poco sarebbe scomparsa perciò doveva ritornare sull’arca.
Nell’andare via però scelse tra gli uomini tre bambine e le portò con sè.
Altre generazioni di uomini si susseguirono senza che dalla scala non scese più nessuno.
Poi un giorno un piccolo di demone imitò ciò che molti anni addietro fece la fanciulla: salì la scala e sparì.
Ma a differenza di lei lui tornò da adulto sulla terra e istruì i demoni con le conoscenze acquisite.
Altre generazioni di uomini si susseguirono prima che accadesse quello che tu hai sognato.
Tua madre era una discendete delle bambine che la prima sacerdotessa portò con sè sull’arca, i tuoi padri erano l’angelo e il demone.
Il demone mise incinta tua madre, dandoti in corpo fisico, l’angelo ti diede il corpo spirituale. Tu sei il frutto dell’unione di tre razze: uomini, demoni e angeli.>>
Finì il mio the in silenzio, analizzando le parole che mi erano state dette e cercando di farle accettare alla mia povera psiche.
<<La mia vita precedente era l’unione di tre razze, ora sono nata da uomini normali>>
Dozineth  sorrise.
<<E’ vero, però il tuo spirito rimane forgiato da tre forze, la tua energia sarà sempre diversa dalla nostra>>
<<E Marc? Lui è l’incarnazione di un angelo o è un angelo?>> di carattere non si può dire che lo sia.
<<Lui è nato da uomini come te, cos’era nella sua vita precedente è cosa sua. Io non ho il diritto di dirtelo. Se vuoi saperlo chiedilo a lui>>
Non so il perchè ma uscii dalla casa di Dozineth felice e rilassata, come se un pezzo della mia vita confusa fosse stato messo al posto giusto e ora tutto mi era più chiaro. Guardai il cielo azzurro e respirai l’aria primaverile carica del profumo dei fiori. Mi incamminai verso il bar per iniziare il mio turno.

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