17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Motoky e Jumba – Parte 2

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Ancora in lacrime tornammo nello studio di Dozineth.
<< Come è andata? >> era Seth che ci aspettava.
<< Se ne sono andati in un’altra dimensione, ma mi hanno lasciato molta tristezza. Non riesco a smettere di piangere>>
<< Neanch’io>> disse Jemina mentre le lacrime le rigavano le guance.
Rimanemmo sedute sulle poltrone in attesa degli altri, nel frattempo bevemmo un the rilassandoci.

La porta dello studio si aprì ed entrarono Dozineth, seguito da Elizabeth e Marc che teneva abbracciata una ragazza dai capelli talmente biondi da sembrare bianchi. Non le vedevo il viso perchè si stringeva a lui e lo nascondeva nel suo petto.
Il mio stomaco si strinse in una morsa fredda, il petto mi fece molto male.
<< Lei è Sonia>>
La ragazza voltò il suo bellissimo viso verso di noi, ma non si staccò da Marc che dolcemente le accarezzava la schiena.
Con me non era mai stato così carino, altra fitta al cuore.
<< P…piacere>> disse in un sussurro musicale
<< Vieni siediti qui>> Marc la fece accomodare sulla sua poltrona preferita. Io venivo cacciata ogni volta che mi sedevo lì.
<< E’ spaventata perchè gli abitanti del mondo del fuoco la vengono spesso a trovare>>
Elizabeth le diede in mano una tazza di the, che la ragazza sorseggiò con estrema grazia ed eleganza. Tutti i suoi movimenti erano sciolti e fluidi.
<< Come mai?>> chiesi.
<< A quanto pare sono attratti da lei, forse perchè avrà il controllo sul fuoco. Non so. Comunque sarebbe carino se ti presentassi>> mi fece notare Marc con uno sguardo penetrante.
<< ah si scusa… mi chiamo Lily>> e le allungai la mano, che lei strinse con delicatezza, come un soffio.
Anche gli altri si presentarono.
Dozineth iniziò a parlarle di noi e del gruppo, e della possibilità di controllare quello che le stava accadendo.
La ragazza ascoltò attentamente, doveva essere abituata a molte stranezze se nemmeno una volta lo guardò in modo compassionevole, come si guarda un pazzo.
Marc rimase tutto il tempo seduto sul bracciolo della poltrona vicino a lei.
La ragazza si calmò e finalmente iniziò a parlare.
<< Quindi io dovrei imparare a controllarmi per aiutarvi, perchè tutto questo mi accade per un motivo ben preciso?>>
<< Si>>
<< Ma se imparo a controllarmi diventerò un angelo come lui?>>
<< Io non sono un angelo, mi vengono solamente le ali quando varco le soglie. Comunque a te non accadrà. Solo io e Lily possiamo “cambiare”>>
<< Ah… ma non sembrate fratello e sorella>>
<< E chi ha detto che lo siamo?>> mi accorsi di aver usato un tono un po’ troppo acido, ma ormai era fatta.
<< No non siamo parenti, siamo solo diversi da voi perchè nati in un altra dimensione>> Marc disse ciò guardandomi pensieroso.
<< Capisco.>>
<< Sei pronta per varcare per  la prima volta la soglia? Solo per qualche secondo. Dobbiamo vedere come reagisci>> disse Dozineth.
<< Si ma solo se lui mi accompagna >> si riferiva a Marc.
<< Certamente >> rispose lui porgendole la mano, e un secondo dopo sparirono dai nostri occhi.

Stavo male, il mio stomaco era diventato di pietra e il dolore al petto era insopportabile. Perchè Marc con lei era stato così gentile?
Con me non lo aveva fatto. Perchè lei era così bella? Lo aveva fatto perchè le piaceva? Oh il mio petto.
Dopo qualche minuto entrambi tornarono. Sonia era un po’ scossa ma non terrorizzata come quando era arrivata qui per la prima volta.
<< E’… è stato incredibile!>>
Aveva reagito molto meglio di me…

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2 pensieri su “Motoky e Jumba – Parte 2

  1. Caspita, anche a me piacerebbe fare dei sogni simili!

tiZ On the trAin

(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Un motivo al giorno per svegliarsi di buonumore

Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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