17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

I due mari

I Messaggeri di Hermes

I Messaggeri di Hermes

Devo dire che il mare d’inverno non è per niente bello. Le spiagge sono piene di alghe e rami. I bar e i negozi, che d’estate sono sempre affollati, ora sono chiusi.
Sono uscita a fare una passeggiata lasciando Simone e gli altri a lavorare nell’albergo. In realtà le foto le stanno scattando nella meravigliosa piscina presente nell’area benessere.
Non avevo voglia di stare a guardarli.
Mi tolsi le scarpe per camminare sulla sabbia. Era fredda e umida. Iniziai a raccogliere le conchiglie che trovavo.
Il mare era grigio e mosso, mi ero vestita troppo leggera per quest’aria gelida.
<< Hai freddo mia piccola Lilith?>>
Mi voltai di scatto facendo cadere le conchiglie dalla mano.
<< Sabbath ma che fai qui?>>
<< Anch’io posso viaggiare tra le dimensioni piccola mia, io esisto da prima che tu venissi in questo mondo per la prima volta>>
<< Quando parli così mi scoppia la testa…che vuoi dire?>>
<< Vieni piccola, andiamo al mare caldo>>
Sabbath mi infondeva tranquillità, la sua presenza per me poteva essere paragonata a quella di un fratello maggiore. Mi sentivo sicura. Rilassata. Protetta.

Gli presi la mano e il sole mi ferì gli occhi. Stava tramontando su un mare di mille colori.
<< Nella tua dimensione i colori sono più vivi. Il cielo è così blu e la sabbia d’oro>>
Ne presi un po’ in mano e la lasciai scivolare a terra.
<< Oh mia piccola Lilith come vorrei che tu ricordassi già qualcosa>>
<< Non riesco a capirti quando parli di “ricordare” >>
<< Diciamo che molto tempo fa tu hai vissuto un periodo qui con me, poi hai deciso di fuggire via lontano…lasciandomi da solo in questa lunga vita>>
<< Mi fai sentire colpevole. Io non ricordo niente, e poi non ho vissuto tanto come te>>
<< Oh mio piccolo demone, tu hai scelto di vivere più vite brevi invece che una sola lunga al mio fianco>>
<< Io non ricordo di tale scelta, e nemmeno di aver vissuto con te>>
<< Ricorderai… è solo questione di tempo. Tutte le volte che rinasci in un modo o nell’altro le nostre strade si incontrano sempre. Ma tu non sei mai stata pronta per stare al mio fianco. Sei sempre fuggita perché vuoi fare esperienze. Io attendo. Magari questa è la vita giusta, magari no. Io non ho fretta. Sarò sempre qui anche quando rinascerai la prossima volta>>
La sua voce calda e seducente era divenuta così triste che mi vennero le lacrime agli occhi. Una sensazione di nostalgia e sofferenza si impadronì di me. Io avevo fatto molto male a quest’uomo ne ero certa. In passato dovevo averlo ferito profondamente. Le lacrime iniziarono a rigare il mio viso.
<< Mi dispiace >> mi uscì un sussurro
<< Non preoccuparti piccola. Per me il tempo non ha importanza. Io so che alla fine dei tuoi viaggi tu tornerai da dove sei partita. Con più consapevolezza di prima.>>
Mi accarezzò dolcemente la testa e mi asciugò le lacrime, il contatto con la mia pelle provocò la trasformazione. Senza il mio controllo.
Piansi a lungo un dolore che non capivo. E lui mi rimase accanto finchè non calò il sole nel suo mondo. A qual punto mi accorsi che era meglio tornare.
Sabbath non parlò più. Mi sorrise e io mi ritrovai sulla spiaggia tra le conchiglie.

<< Ah Lily eccoti!!>> era Simone. Mi fissò sollevando un sopracciglio ma non disse nulla, sicuramente aveva capito che avevo pianto, ma la sua adorabile discrezione le impedì di pormi domande che mi mettessero in imbarazzo davanti a tutti.
<< Abbiamo finito di lavorare. Vieni che andiamo a bere un aperitivo? >>
Le sorrisi e raggiunsi il gruppo.

<< Hai gli occhi rossi. Hai pianto?>> Albert camminava al mio fianco. Davanti a me Simone stringeva il braccio di David, mentre dietro sentivo Seth e Marc chiacchierare.
<< Solo ricordi del passato>>
Mi inquietava camminare vicino ad Albert, però non volevo disturbare Simone e nemmeno avvicinarmi a Marc. Ero così a disagio.
Finalmente arrivammo al bar e ci sedemmo sugli sgabelli vicino al bancone.
Ordinai un Bellini e cercai di sistemarmi meglio.
<< Sembri una bambolina su quella sedia>>
Tirai un’occhiataccia a Marc. Ok ero piccola e allora?
Per fortuna Seth si sedette accanto ad Albert e iniziò con lui una conversazione, almeno avrei avuto il tempo di respirare un po’.
Marc si avvicinò a me… molto vicino… il mio cuore iniziò a battere quando le sue labbra sfiorarono il mio orecchio.
<< Hai incontrato Sabbath?>>
<< Come fai a saperlo?>>
Che domanda stupida! Ecco perché mi avevano invitato alla gita al mare.
<< E’ stato lui a chiedere di vederti. Voleva vedere a che punto eri arrivata.>>
<< In che senso?>>
<< Hai dei ricordi di lui che non appartengono a questa vita?>>
<< No. Mi ha fatto venire solo tanta tristezza e basta>>
Marc sospirò. Si avvicinò di più a me e il suo braccio aderì contro il mio. Un brivido. Dovevo cercare di non guardarlo negli occhi altrimenti avrei ceduto del tutto e non sarei stata più in grado di ascoltare le sue parole.
<< Significa che il risveglio non è completo>>
<< Tu invece ricordi?>>
<< Qualcosa del mio passato sì. Ma solo immagini frammentate>>
<< Non ti sembra di starle troppo addosso?>>
Albert mi tirò a sé abbracciandomi la vita. Mi divincolai dalla sua presa e saltai giù dallo sgabello.
<< Non sono la tua ragazza ricordatelo bene!>>
Senza volerlo avevo urlato un po’ troppo e nel bar si erano girati in molti ad osservare la scena. Mi vergognai da morire, avrei voluto andarmene.
Simone si avvicinò a me e mi passò un braccio intorno alle spalle e guardò Albert da dietro di me.
<< Lasciala stare Al non hai ancora capito che non è pane per i tuoi denti? Le tue lusinghe ad altre ragazze faranno piacere ma lei è diversa.>>
Albert si girò mostrandoci la schiena. La mia rabbia era sfumata. Guardai Simone che mi sorrise con malizia e mi spinse tra Marc e Seth che si erano alzati in piedi.
<< Va tutto bene? >> mi chiese Seth.
<< Si …cioè…>> non sapevo che dire, volevo tornare nella mia stanza!
<< Hai davvero troppi pretendenti gattina mia>>
<< Non sono io a cercarli. E poi che io sappia ne ho solo uno no?>>
<< Uno per dimensione direi…>>
<< Ma che vuoi dire?>>
<< Sabbath chiedeva di te prima ancora che tu arrivassi qui ad abitare. Ti ama dai tempi dei tempi. Direi che lui è il pretendente numero uno della tua lista>>
Questo lo avevo intuito. Anche se non volevo ammetterlo.
<< Mi stai forse accusando di civetteria? Beh tesoro non mi sembra proprio di essere la persona che fa queste cose>>
<< No? Guarda come stai facendo soffrire Albert>>
<< Ma cosa centro io!>>
Basta non ce la facevo più. Piantai lì tutti e uscii dal bar. Me ne sarei tornata in albergo.

<<Oh cavolo>>
<< No Simone aspetta>> Seth la bloccò << Marc l’ha offesa e Marc le chiederà scusa>>
<< Cosa!?>>
<< Piantala Marc…potevi risparmiarti certe parole>>

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