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Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

La banshee – 2 parte

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

Il tempo nell’altra dimensione correva più veloce che nella nostra,  là erano passati tre giorni, qui solo mezza giornata. Siamo partiti a mattina inoltrata e ora è sera.
Gli altri preferiscono tornarsene a casa a riposare. Io e Marc ci incamminiamo da soli verso il parchetto. sono un po’ agitata rimanere sola con lui, camminiamo in silenzio. Dopo quello che aveva detto ad Albert mi sentivo a disagio, fuori luogo e triste. Terribilmente triste.

Un bimbo biondo siede da solo sull’altalena. Quando ci avviciniamo si ferma e alza il suo sguardo su di noi. Ha gli occhi azzurri troppo grandi per quel faccino. Ci sorride.
Marc si avvicina e gli consegna l’oggetto, scompaiono entrambi.
<< Come facciamo ad essere sicuri che sia davvero un essere di luce?>> chiesi
<< Nel nostro mondo gli uomini in nero possono assumere solo l’aspetto che hai conosciuto anche tu: delle persone vestite di nero senza bocca. Il dubbio può sorgerti quando siamo di là, dove possono assumere l’aspetto che desiderano e trarti in inganno>>
<< E come posso sapere che non sbaglio?>>
<< Segui il tuo istinto, non c’è alternativa.>>
Sospirai. Guardai Marc che si incamminava verso casa e lo seguii. Come desideravo il mio lettino. Ma purtroppo per me la giornata, o le giornate (che confusione!), non era finita.
Arrivai vicino alla pensione e vidi il mio stregatto corrermi incontro. L’anima non nata che prendeva quella forma aveva imparato a miagolare, però non come i gatti normali: cercava di imitare la voce umana. Insomma voleva comunicare con me e ce la stava mettendo tutta per riuscirci. Più il tempo passava e più mi affezionavo a lei , per me era femminile  ma non so dire il perché.
<< Miaoooal>>
“Miaoooal” stava a significare “Albert”. Sfera, era come avevo chiamato il gatto, percepiva i miei umori e sentimenti. Aveva intuito che Albert mi creava un certo turbamento e agitazione e cercava sempre di avvisarmi quando si trovava vicino a casa. Era inutile cercare di non vederlo, il paese era troppo piccolo per sfuggire. Quindi presi in braccio Sfera e mi incamminai verso casa sentendo il mio letto sempre più lontano. E’ vero che ero rimasta via solo mezza giornata sulla Terra, però il mio fisico aveva vissuto per tre giorni nell’altra dimensione e sentivo tutta la stanchezza della lotta, e la tensione che avevo vissuto.
<< Ciao Albert>>
<< Lily! Finalmente di ritorno! Ti ho cercato dappertutto pomeriggio. Dove eri finita?>>
Si avvicinò a me e mi accarezzò il viso, Sfera soffiò come un gatto normale.
<< Non sto molto simpatico al tuo gatto, ma non è il solo ad essere geloso di te>>
<< Albert se sei venuto qui per…>>
<< Oh non arrabbiarti piccola, sono qui solo perché volevo invitarti al mare con noi>>
Mentre parlava si avvicinò pericolosamente a me. Dopo quello che era successo nel parchetto quel giorno io non mi fidavo più di lui come prima. Mi irrigidii e mi scostai quando vidi che cercava di mettermi la mano sulla vita.
<< Lily!>>
Simone quanto ti voglio bene!
<< Ti stavo cercando ma vedo che Albert mi ha battuto sul tempo. Ti ha detto della gita al mare?>>
<< Si… ma chi c’è?>> di Simone mi fidavo ciecamente, sapevo che non mi avrebbe mai fatto fare qualcosa che non mi piaceva o che mi avrebbe messo in pericolo.
<< Allora in realtà non è una gita vera e propria ma dobbiamo fare qualche foto per una campagna pubblicitaria. Però questo è un impegno breve e Dozineth ha detto che potevamo rimanere al mare e riposarci un po’. Ha detto che paga lui tutte le spese e che possiamo invitare chi vogliamo. Quindi saremo io e te, David e Albert che sono i due fotomodelli richiesti, e i due fotografi dell’agenzia>>
Dozineth che paga un week end al mare e che manda due membri dei messaggeri? Ovviamente sapeva che Simone mi avrebbe invitato, per me c’è qualcosa d’altro sotto.
<< Penso che verrò. Ovviamente SOLO se dividerò la mia camera con Simone>> dissi guardando Albert con fare minaccioso.
<< Su questo non c’erano dubbi. Io sono felicissimo che tu venga! Vedrai che ti farò innamorare! Basterà guardarmi mentre lavoro>>
<< E chi ti dice che starò lì a fissarti? Magari al mare preferirei fare altro>>
<< Ti adoro quando sei così aggressiva>> e prese tra le mani una mia ciocca di capelli avvicinando il viso al mio. Forse non avrebbe detto quella frase se mi avesse visto nel mio aspetto di Lilith.

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4 pensieri su “La banshee – 2 parte

  1. Albert non molla…bello anche il racconto di ieri, scusa se ieri non sono riuscita a passare, ma ho lavorato tantissimo

  2. Devi farci il libro così possiamo leggere d’un fiato🙂

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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