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Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Lento come la neve – 6 parte

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

Vidi sfumare l’immagine di Sabbath mentre tornavamo indietro nel nostro mondo. Ci ritrovammo nel giardino di Dozineth sotto un temporale.
<< La neve è diventata acqua>> dissi
<< Abbiamo risolto anche questo problema>> Marc alzò il viso al cielo per lavarsi la faccia dalla sabbia che lo ricopriva. Io rimasi a fissarlo come un’ebete per qualche secondo, prima di accorgermi di quello che stavo facendo.
<< E’ rimasta una sfera con le ali, che faccio?>>
<< Devi pensare ad un gatto, lui capirà e ne prenderà la forma>> mi suggerì Dozineth.
Non so perché ma pensai al gatto della mia infanzia e magicamente me lo ritrovai tra le braccia.
<< Un bel gatto nero…>> Jemina gli accarezzò la testa.
<< Bene ora possiamo tornare a casa>> mi disse Marc aprendo il cancelletto.
<< Ma Elizabeth e Jemina?>>
<< Rimaniamo qui ancora un po’, giusto per controllare la ferita di Jemina>>
Le salutai e uscìì in strada. Marc era fermo sul marciapiede e guardava verso la mia pensione.
<< Cosa c’è?>> chiesi stringendo il gattino.
Ma capii da sola cosa lo aveva bloccato. Albert ci stava venendo incontro e la sua faccia era una maschera di rabbia.
<< Io non so cosa è accaduto tra di voi mentre ero ai Caraibi. Ma sappi una cosa Marc: io non rinuncerò facilmente a lei>>
<< Fai come credi. Ma puoi dormire sonni tranquilli perché tra di noi non è successo niente>>
Così dicendo Marc si incamminò verso casa senza nemmeno salutarmi. Le sue parole mi fecero male, il dolore fu così acuto che non mi accorsi nemmeno che Albert se ne era andato.
Rimasi lì sotto la pioggia un po’ prima di ricordarmi che avevo un corpo e che lo sapevo muovere,  risalii in camera. Per fortuna Simone era già tornata.
<< Cosa ti è successo? Anzi no…aspetta. Prima vai a farti una doccia, poi mi racconti tutto. Io scendo nella cucina della pensione a prendere un po’ di latte per il nostro nuovo convivente>> adoravo Simone.

<< … ma quando lui gli ha risposto così…io… >>
Avevo raccontato a Simone cosa era successo al parco con Albert e poi davanti alla nostra pensione, tralasciando ovviamente il viaggio. Nel racconto Marc mi era venuto a prendere perché Jemina si era ferita ad un gamba, dopotutto questo era vero…
<< Insomma mia cara ti sei innamorata>>
<< Cosa!?>>
<< Oh cielo Lily! Si vede lontano un miglio che sei cotta di Marc! Dai al bar quando Albert ti ha preso la mano tu non hai guardato lui, hai cercato Marc con lo sguardo!>>
<< Mi hai visto allora….>>
<< Cosa credi che non ti conosca? Mi ero accorta già del tuo interesse per lui durante le telefonate quando ero via. Per questo non mi sono stupita quando non avevi pensato alla proposta di Albert>>
Rimasi in silenzio a riflettere, in effetti quando ero con lui mi batteva forte il cuore ed ero sempre emozionantissima…
<< Mi sono presa una bella cotta…questo è vero. Ma non so se è amore>>
<< C’è sempre un inizio in tutte le storie>>

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5 pensieri su “Lento come la neve – 6 parte

  1. letto di seguito alla quinta parte riesce più semplice seguirne la storia. Scritto bene e con buone variazioni nella trama.
    Aspettiamo il seguito
    Un caro saluto

  2. stranekind in ha detto:

    Un saluto pre-notturno. Un piccolo spillo con la bandierina per tenere il segno del racconto… al prossimo post!

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