Lento come la neve -5 parte

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

<< E così sei tornata piccola Lilith. Sei bella come allora, così sensuale…>>
La sua voce era calda, con un timbro molto basso.
Le sue parole mi fecero arrossire. Sensuale? Con questo aspetto assurdo?
<< Come sono tornata?>> chiesi
<< Che peccato non ricordi ancora >> mi rispose.
<< Ora possiamo riprendere la missione >> era la voce di Marc, era una mia impressione o sembrava un po’ fredda?
<< Si scusate >> Sabbath si avvicinò a Marc e si fissarono per qualche secondo negli occhi.  A vederli dava l’impressione che avessero dei vecchi rancori in sospeso.
Elizabeth mi venne vicino e mi sussurrò << Tutto bene?>>
<< Si… non so perché ma ora che mi sono vista mi sento bene, non ho più paura…è come se sapessi di essere così da sempre…non so spiegarmi>> come sono confusa.
<< Non ti preoccupare, per noi l’importante è che tu sia riuscita ad accettarti. Avevamo così paura piccola>>
Le strinsi forte la mano, quelle parole mi avevano fatto sentire bene. Per la prima volta c’era qualcun altro oltre Simone che si preoccupava di me. Era una bella sensazione e mi cullai in questo sentimento un po’ prima di seguire i loro discorsi.
<<… siamo riusciti ad appurare che l’anomalia giunge da qui >> Sabbath stava segnando un punto su una mappa posta sull’unico tavolo della grande sala, Marc annuì con la testa.
<< Noi non siamo potute salire, non abbiamo ali e non si riesce nemmeno ad arrampicarsi su quella roccia. Jemina si è appunto ferita una gamba nel tentativo>>
Non mi ero accorta della sua gamba bendata. ero così presa dalla mia trasformazione.
<< A questo punto non ci rimane altro da fare che volare lassù, andiamo Lilith?>>
Marc mi guardò negli occhi.
<< Volare?>>
<< Beh mica le hai per bellezza quelle ali>> e così dicendo Marc mi fece un pizzicotto sull’ala.
<< Ahi!>>
<< Vedi sono parte di te, pensa di volare, spalancale e lascia che sia l’istinto a guidarti. Vieni>> mi allungò la mano.
Rimasi lì a fissarlo, era un’immagine stupenda:  con le sue ali aperte tendeva la mano verso di me e dietro di lui la luce che entrava dalla finestra lo illuminava. Sembrava davvero un angelo.
Rapita da quella visione gli presi la mano senza pensare e ci dirigemmo sul balcone.
<< Forza>> mi disse prendendo entrambe le mie mani tra le sue. Solo quel contatto fece alzare in volo una moltitudine di farfalle nel mio stomaco. Dovevo concentrarmi, si, lo sapevo. Ma era così difficile presa com’ero da tutte queste emozioni.
Chiusi gli occhi, cercai di non farmi distrarre da quello che mi accadeva intorno, e pensai alla mia immagine che si alzava in volo. Poi sentii l’aria che mi spostava i capelli. Aprii gli occhi e stavo volando!!
<< Ma…sto volando? E’ davvero così semplice?>>
<< L’istinto è un gran cosa >>
Mi accorsi che lui non mi aveva ancora lasciato le mani. Rimanemmo sospesi in aria per un po’, tanto da farmi acquisire più fiducia in me stessa. Poi mi lasciò le mani e mi fece segno di seguirlo. Fu come imparare a camminare. Naturale, immediato.

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

Arrivammo nel punto segnato sulla mappa e atterrammo su una strana roccia quasi cilindrica.
Non c’era niente.
<< Marc io non vedo nulla>>
<< Nemmeno io. Aspettiamo un po’>>
Rimanemmo lì a guardarci intorno, il panorama era stupendo.
La sabbia aveva riflessi rossi e il cielo stava colorandosi di arancione. I soli tramontavano. In lontananza l’azzurro del mare aveva lasciato posto al viola.
<< Ci conviene tornare. Qui non c’è nulla>>
Seguii Marc in volo e ci dirigemmo verso la città. Sotto di noi solo sabbia. Poi qualcosa attirò la mia attenzione e mi fermai. Improvvisamente persi il controllo delle mie ali e iniziai a cadere. Non avevo paura, non tentai nemmeno di urlare. Qualcosa mi stava attirando e mi sentivo tranquilla.
<< Ma cos’hai!>> la voce di Marc mi svegliò di soprassalto e mi ritrovai tra le sue braccia, avevi gli occhi spalancati dallo stupore, o forse dallo spavento. Pensandoci bene mi aveva visto precipitare a terra. Ero senza ali, ecco perché non riuscivo a controllarle. Non ero più trasformata, ero “normale”.
<< Qualcosa laggiù mi chiama>> e gli indicai un luccichio nella sabbia.
<<Andiamo a vedere>>
Atterriamo lì vicino, quello che avevo visto dall’alto risultò essere una sfera luminosa.
Mi avvicinai e mi accorsi che la sfera aveva due ali luminose.
<< Che cos’è?>>
<< Incredibile! Non ne avevo mai vista una>>
<< Marc? Di cosa parli?>>
<< Questa che vedi è un’anima che non ha subito ancora un’incarnazione>>
<< Una cosa?>>
<< E’ un bimbo non ancora nato. Ma non capisco cosa fa qui… non ha senso>>
<< Magari è lui il frutto dell’anomalia. E’ solo un bimbo?>>
Mi avvicinai e la toccai, la sfera si illuminò un pochino e poi torno a brillare come prima.
<< Ma cos’ha? Sta male? >>
<< Credo di si. Non dovrebbe trovarsi qui. Andiamo. La portiamo da Dozineth, questa cosa va capita. Torniamo dagli altri>>
Presi in braccio la sfera, aveva consistenza. Le ali erano come quelle di Marc mentre il corpo, quello che emetteva luce, era gelatinoso.
Mi concentrai e riuscì a trasformarmi di nuovo, spalancai le mie ali e seguii Marc nel cielo.

<< Un non incarnato… e chi l’avrebbe detto>> Sabbath stava accarezzando la piccola sfera di luce che nel frattempo si era ripresa e volava intorno a tutti incuriosita.
<< Era lui l’anomalia dunque >> Elizabeth la toccò.
Eravamo tutti affascinati dalla sua presenza.
<< Cosa facciamo ora con lui?>> Marc guardò Dozineth che ci aveva raggiunto.
<< Secondo me è meglio dire: cosa vuole fare lui >> lo corresse Sabbath.
<< Ha ragione. Probabilmente non è ancora il suo tempo per incarnasi, ma ha voluto lo stesso acquisire conoscenza ed è partito per questo viaggio. Piccolino che cosa vuoi fare? Tornare e attendere o preferisci seguire uno di noi?>>
<< In che senso “seguire” Dozineth?>> chiese Jemina.
<< Spesso capita che le anime non incarnate decidano di seguire una persona per acquisire da questa della conoscenza prima di incarnarsi>>
<< Ma fino ad ora non ci è mai successa una cosa del genere>> disse Elizabeth.
<< Perché voi non avete ricordi delle vostre vite precedenti. Io che vivo qui da moltissime vostre incarnazioni, ricordo benissimo che una cosa del genere è già accaduta, diverse volte>> Sabbath si fermò a fissarmi.<< E’ perché lei è tornata >> e mi indicò.
<< Io? !>> possibile che tutto dipende da me?
<< Oh mia piccola Lilith, tu non possiedi ancora i tuoi vecchi ricordi, ma ogni volta che rinasci una di queste piccole anime decide di seguirti >>
<< Quindi vorresti dire che se la deve portare a casa? E dove la tiene? Come spiega la sua presenza?>>
<< Marc, le anime non incarnate possono assumere l’aspetto che vogliono. E’ solo un’illusione, però è utile.. che ne direste di portar a casa un bel gattino? >>
<< Non mi sembra giusto che siamo noi a decidere per lei. Non ci ha ancora detto che vuole fare. Dimmi piccola vuoi venire con noi o tornare a casa?>> Non passò nemmeno un secondo da quando terminai di pronunciare quella frase che la sfera mi venne in braccio.
<< Direi che ha scelto >> Mi sorrise Sabbath. Quanto mi era familiare quel viso. Non era possibile che ci fossimo conosciuti a qualche festa o alla fermato dell’autobus. No di certo. Eppure … era una sensazione così forte.
<< Va bene verrai a casa con me. Ma non creerà problemi nel nostro mondo la sua presenza?>>
<< No stai tranquilla, qui era triste e ha causato problemi per quello>>

Advertisements

2 pensieri su “Lento come la neve -5 parte

  1. fatico un po’ a seguirlo ma forse è solo stanchezza o un genere che mi attira poco.
    I passaggi dal sogno alla realtà sono ben gestiti, i dialoghi niente male e la storia tra il futuribile e il presente funziona bene.
    Un caro saluto

I commenti sono chiusi.