Lento come la neve – 4 parte

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

Corsi ancora qualche passo sulla sabbia prima di fermarmi ad osservare dove eravamo finiti.
Era una spiaggia immensa, nel cielo vi stavano 3 soli: uno grande come il nostro e due piccolini. Faceva veramente caldo. Sentii Marc lasciarmi la mano e mi accorsi solo in quel momento che gliela stavo stringendo ancora. Mi sentii avvampare.
Non avendo il coraggio di guardarlo fissai le mie mani e mi accorsi che c’era qualcosa di strano.
Le braccia erano scoperte, e io prima indossavo la giacca.
Mi guardai i piedi e vidi due zampe..zampe? Come quelle di una pantera!
Mi girai di scatto verso Marc e presi con le mie mani la sua maglietta.
<< Cosa sono! Marc cosa sono?>>
Ero in panico, tremavo …avevo così paura.
<< Partiamo da un piccolo dettaglio: qui hai gli occhi gialli, con le pupille simili a quelle dei gatti>>
<< Marc ho le zampe al posto dei piedi!>> sentii qualcosa sfiorarmi il braccio
<< …e ho una coda!! Marc!!>> scoppiai a piangere, con grossi singhiozzi come non facevo da anni.
<< Calmati piccola calmati >> Marc mi abbracciò a sé e mi cullò un po’ finchè non smisi di singhiozzare e tremare, ma le lacrime non si fermavano.
<< Mi dispiace interrompervi ma dobbiamo andare>>
Conoscevo questa voce.
<< Elizabeth…>>
Lei era normale, nessuna trasformazione.
<< Lily …>> Marc cercò il mio sguardo << Se vuoi puoi anche assumere le tue sembianze normali, basta solo concentrarti un po’. Guarda me: ora ho le ali… ora no>>
<< Ho capito. Ma voglio vedere cosa sono>>
Avevo ritrovato il controllo di me stessa.
<< Perfetto. Allora andiamo, sicuramente nelle città-grotta di Sabbath ci sarà uno specchio>>
Mi incamminai con loro verso delle rocce che vedevo in lontananza. Cercavo di non pensare a ciò che ero diventata, così iniziai a fare domande sulla missione.
<< Ma che è successo?>>
Fu Elizabeth a rispondermi.
<< Qui siamo nella dimensione 4, quella della sabbia. Come avrai notato fin dove si posa il tuo sguardo c’è roccia e sabbia. Gli abitanti di questo mondo assomigliano ai beduini del nostro, vivono in costruzioni scavate nella pietra. E in questo periodo di solito si nascondono in caverne predisposte ad affrontare la tempesta di sabbia rossa, che distrugge tutto quello che incontra.>>
<< Però stavolta la tempesta non è arrivata, e questo ha influito anche nel nostro mondo. Hai visto come nevica?>> continuò Marc.
<<  E questo è causato da qualche oggetto?>>
<< Pensiamo di si, ma non siamo riusciti ad identificare bene dove si trova. Per questo abbiamo deciso di portare te con noi. Magari tu e Marc potete rilevarlo più facilmente di me e Jemina>>
<< C’è anche Jemina?>>
<< Si è con Sabbath ora, ci stanno aspettando>>
Involontariamente mossi qualche muscolo della mia schiena e sentii qualcosa di grosso spostarsi. Mi girai per vedere ma non scorsi nulla. Cercai di muovere ancora i muscoli della schiena e senza capire bene come spalancai due ali.
Mi ritrovai a fissarle con la bocca aperta.
<< E tu che invidiavi le mie alette da piccione>>
<< Ma… Marc sono ali di… cioè non sono come le tue…sembrano>>
<< Quelle di un drago>> continuò lui << e se vuoi saperlo le orecchie da gatto non le hai >>
<< Mi sento così confusa>>

I Messaggeri di Hermes
I Messaggeri di Hermes

<< Marc! Lily!!>> era la voce di Jemina che ci stava salutando dal balcone di una casa scavata nella roccia. Anzi c’era un intero villaggio costruito così. Accanto a lei vi era un uomo alto, coi capelli scuri.
Entrammo nella costruzione e delle persone ci vennero incontro, si inchinarono per salutarci. Noi facemmo lo stesso. Mi ricordavano i beduini, proprio come aveva detto Elizabeth. Iniziammo a salire delle scale e ci trovammo in una stanza luminosa.
Al centro vi era un tavolo rotondo, c’erano tappeti ovunque e arazzi sui muri. E molti cuscini per terra. Non esistevano sedie né divani.
Jemina mi venne incontro e mi abbracciò.
<< E così questa è la tua trasformazione>>
<< Scusa Sabbath se mi permetto di interrompere un secondo la missione, ma non potresti darle il tempo di vedersi allo specchio?>>
Fu Marc a parlare, le sue parole mi fecero immensamente piacere. Ma quando Sabbath scostò un tappeto appeso al muro, e vidi la mia immagine riflessa in una parete di specchi, rimasi sconvolta.
Il mio corpo era della stessa dimensione di prima, ma al posto dei piedi avevo due zampe identiche a quelle di una pantera, nere. Tale “modifica” giungeva fino appena sopra il mio ginocchio. Mi toccai la pelle ed era ricoperta di peli di animale, morbidi come seta. Al posto dei jeans avevo dei pantaloncini neri cortissimi che sembravano continuare il disegno delle mie zampe, ma per fortuna erano di stoffa. Avevo una coda lunghissima e due ali viola scuro, come quelle dei draghi dei film fantasy.
Non indossavo più il maglione ma un top nero, della stessa stoffa dei pantaloncini, cortissimo e attillatissimo (mi vergognai un po’). Il mio viso era identico a prima, solo che avevo gli occhi gialli e le pupille come quelle dei gatti. Che si allargavano e stringevano a seconda della luce. I miei capelli non erano più castani ma rossi!
Di un rosso acceso con due ciocche, del tutto naturali, nere.
Ero lì in piedi cercando di accettare che quella che vedevo riflessa ero realmente io.
Sentii qualcuno avvicinarsi e osservai il suo riflesso, accanto al mio, nello specchio.
Era un uomo maturo, con gli occhi azzurri e i capelli neri, anche lui possedeva due ciocche di color diverso: bianco latte. Aveva un portamento regale ed era un uomo bellissimo, di forte carisma. Mi sorrise e mi sembrò di ricordare qualcosa. Come se un ricordo tentasse di riaffiorare nella mia mente. Quest’uomo io lo conoscevo, ne ero certa.

Advertisements

7 pensieri su “Lento come la neve – 4 parte

  1. scopro questo racconto a metà tra la fantascienza e la realtà. Ammetto che non è il genere che prediligo ma sei riuscita a c reare un bel clima nel tono narrativo.
    Leggerò anche le prime tre parti. Ma questa mi è piaciuta.
    Un caro saluto

  2. Sai essere avvincente. E tra fantasy e fantascienza ti assicuro che non mi sono mai fatto mancare nulla, quindi credo che sia un bel complimento!

I commenti sono chiusi.