17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Lento come la neve – 2 parte

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Ecco qua>> dissi appoggiando il cappuccino sul bancone.
<< Grazie >> mi risponde sbadigliando Marc.
<< Non dormi bene ultimamente?>>
<< No sogni strani >>
<< Anch’io … e mi sveglio sempre presto>>
<< Oggi torna la tua amica Simone, vero?>>
<< Si, mi è mancata tantissimo>>
<< Lo sai che non devi…>>
<< Lo so lo so. Non dirò nulla.>>
<< Brava gattina brava>> mi sorride prendendo il suo cappuccino e andando a sedersi ai tavolini di fuori.

<< Simone!!>> le corro incontro e le salto praticamente addosso abbracciandola e respirando il suo profumo vanigliato, che per me significa “casa”.
<< Sei felice che sono tornata eh?>>
<< Non hai idea di come mi sei mancata!>>
<< Che concorrenza spietata>>
Lascio libera Simone dal mio abbraccio per guardare David che ci passa accanto.
<< Cosa intendi dire?>>
<< Beh è difficile per un ragazzo concorrere al tuo affetto se ne dai così tanto a lei>>
<< Simone è la mia famiglia, è tutto quello che ho>>
La mia risposta lo spiazzò del tutto. David rimase lì a bocca aperta per un po’. Poi si riprese e ci sorrise ad entrambe.
<< Ciao famigliola, io vado finalmente a casa!>>
E lo guardammo andare via.
<< Allora? Hai combinato qualcosa con lui?>> aspettai che si fu allontanato abbastanza da non sentirci.
<< Si e no… ti racconterò meglio a casa>>
<< Ah sei la solita! Sempre sulle spine mi lasci!>>
E così dicendo presi una valigia di Simone e ci incamminammo. Non feci in tempo a fare due passi che una mano mi sfiorò il braccio.
<< Ciao Lily>>
<< Ciao Albert >> mi augurai che il tono della mia voce fosse il più possibile normale, tanto da non far trasparire il mio disagio <<E’ andato tutto bene ai Carabi? Non eri su questo pullman, vero? Non ti ho visto scendere>>
<< Si il servizio fotografico è andato bene e no ero su quello dopo>>
Si mise a giocare coi miei capelli e avvicinò pericolosamente il viso al mio.
<< Oggi ti lascio stare. Faccio il bravo ragazzo, ma domani dobbiamo parlare io e te. Ti ricordi Lily?>>
<< Si. A domani>> e mi incamminai dietro Simone sentendomi terribilmente angosciata e preoccupata.

I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Dormigliona io vado in agenzia>>
<< Come? Ma sei tornata ieri>> le risposi sbadigliando.
<< Lo so ma devo sistemare alcune cose, tu vai pomeriggio al lavoro?>>
<< Si. Dalle 14 alle 20>>
<< Allora ci vediamo al bar per le 15>>
<< Ok>>
Ormai sono sveglia, l’unica notte senza sogni e vengo svegliata presto comunque… meglio così, non mi sento più sola.
Mi feci una bella doccia per svegliarmi del tutto e scesi a far colazione.
Fuori il cielo era coperto di nubi.
<< Mi sa che nevicherà>> disse la signora guardando fuori dalla vetrata della sala.
<< Di già? Siamo solo a novembre>>
<< Quelle nubi lì sanno proprio di neve>>
Mi coprii bene, perché faceva freddo, e uscii a fare due compere.
Un rumore di freni alle mie spalle, un brivido lungo la schiena.
<< Ciao>> mi disse Marc mentre si toglieva il casco.
<< Buongiorno, già in giro?>>
<< Sono andato a fare un servizio fotografico presto stamattina e ora sono di ritorno. Senti oggi pranzi con me che ti devo presentare uno del gruppo che non conosci?>>
<< Per me non c’è problema, però inizio il turno alle 14>>
<< Pranzeremo presto. A dopo>> si rimise il casco e partì.
Già a dopo…non mi ha detto dove ci dobbiamo incontrare…

Verso mezzogiorno mi diressi verso l’agenzia di stampa sperando di trovarlo  e infatti fu così. Era lì fuori a chiacchierare con un ragazzo biondo, che non conoscevo.
<< Certo che le donne le sai proprio invitare tu>>
<< Perché mi sono dimenticato di dirti dove ci trovavamo?>>
<< Si >>
<< Beh mi hai trovato lo stesso. >>
Ma sentilo!! Che sbruffone!! Io proprio non lo sopporto.
<< Piacere io sono Seth>> disse il ragazzo allungandomi la mano.
Fu una bella stretta di mano, delicata e calda.
<< Piacere, Lily. Come sei abbronzato>>
<< Ero ai Caraibi con gli altri. Hanno preferito mandare me come fotografo e lasciare qui Marc>>
<< Anche tu un fotografo, lavorate insieme allora>>
<< Si. Anche per l’altro>> e mi strizzò l’occhio.
<< Ho capito >> e gli sorrisi. Mi metteva a mio agio. Sapeva trasmettere tranquillità.
<< Bene le presentazioni sono finite e possiamo andare a mangiare ora. Andiamo alla trattoria di Mary?>>
Potrei definire Seth l’esatto opposto di Marc.
<< Ottima idea. Tu non ci sei ancora stata?>> mi chiese Seth mentre ci incamminavamo.
<< Sinceramente no>>
Pranzammo in un locale tranquillo, così potemmo chiacchierare liberamente senza orecchie indiscrete e raccontai a Seth dei miei primi viaggi e del periodo che avevo trascorso da Anubis. Seth si rivelò un ottimo ascoltatore.

Alle due puntuale ero al bar.

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7 pensieri su “Lento come la neve – 2 parte

  1. Bello, bello, bello!
    Per la melanzana mi sa che la trovi anche dalle tue parti nei negozi di primizie, tu dove vivi?

  2. Ho letto tutti i post precedenti: interessante come riesci a legare mondo mitologico antico (di cui subisco da sempre il fascino) e mondo contemporaneo.
    Ti seguirò!🙂

  3. Ti fai leggere con vivo piacere! Complimenti…. vado col tuo permesso a curiosare ancora, mi sto divertendo piacevolmente. 🙂
    grazie

  4. La storia si sta snodando tra fantasia e tempo presente in un continuo mescolamento delle carte. Il clima è buono sai creare nel lettore un pizzico di curiosità a proseguire nella lettura.

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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