Il cambiamento – 5 parte

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

Mi giro e rigiro nel letto… non riesco a prendere sonno e dalle persiane chiuse filtra già la luce del giorno. Non ho dormito nemmeno un’ora di seguito. Ho un mal di testa pazzesco ma penso sia normale vista la nottata passata in giro. Decido di alzarmi e di scendere a fare colazione, tanto ormai non prenderò sonno in nessun modo.
Tento di alzarmi dal letto quando la testa inizia a girarmi in maniera pazzesca, ricado seduta. Sto sudando freddo.
Devo aver preso qualcosa, magari ero vestita troppo leggera per il giro in moto.
Mi rialzo, sembra andare meglio. Faccio due passi per dirigermi verso il bagno e di colpo vedo tutto nero, sento che il corpo mi abbandona e poi più niente.
Mi risveglio…fantastico ho perso i sensi nel mezzo della camera. Se c’era Simone di certo non sarei rimasta sul pavimento fino ad ora,  chissà come se la cava ai Carabi, è da 3 giorni che non la sento nemmeno via sms.
Qualcuno bussa alla porta.
<< Arrivo >> mi alzo tutta dolorante dal pavimento
Apro e mi trovo davanti Marc con due stupende occhiaie da notte insonne.
Lui mi guarda tra lo stupito e il curioso.
<< Cosa c’è? Non hai dormito neppure tu?>>
<< No perché, appena rientrato, sono stato chiamato per un servizio fotografico su una rapina e sono tornato solo ora. Hai idea di che ore sono?>>
<< Mattino credo>>
<< Sono le tre del pomeriggio. Elizabeth non ti ha visto arrivare al bar e mi ha mandato a vedere come stavi >>
<< Le tre!? Non sto bene, mi sono alzata dal letto stamattina e sono svenuta. Sono rimasta sul pavimento fino ad ora>>
<< Non ti sei ancora guardata allo specchio?>>
<< No perché? >> ero sicuramente diventata rossa…che faccia avevo!? Sicuramente i capelli scompigliati e in piedi, oltretutto ero ancora in pigiama!
<< E’ meglio che mi fai entrare … e meno male che ho preso il secondo casco con me>>
Mi venne l’ansia e mentre lui richiudeva la porta dietro di sé corsi in bagno.
<< Oh mio mmm…>> una mano mi coprì la bocca.
<< Calma stai calma se urli potresti attirare gente e poi come spiegheresti quelle?>> e si mise a ridere.
<< Non c’è niente da ridere!! Queste cosa sono!?>> Oh mio Dio Oh mio Dio! non può essere vero!
<< Orecchie da gatto direi…dai che sei carina…ah ah>>
<< Ridi ridi.. e questa sarebbe la famosa trasformazione!? A te vengono due ali da angelo e me due orecchie da gattino!?>>
<< Dai calmati, è solo l’inizio. A me le ali sono venute dopo che siamo stati da Anubis e non è stato piacevole. Hai visto come sei stata male per due orecchie? Immagina il resto…>>
<< Si ma le ali a te vengono quando sei di “là” mica qui!! E ora che faccio?>>
<< Ti ricordi che sono stato a casa una settimana? Era per non farmi vedere in giro con quelle, è solo un periodo di transizione. Poi torni normale. Dai vestiti e mettiti il casco che vieni a stare da me>>
<< Da te!?>>
<< Conosci un altro posto dove stare? Ricordati che ora inizierai a stare un po’ male e io sono l’unico che sa cosa provi>>
Nonostante non mi sentissi a mio agio a trasferirmi da lui, presi i miei vestiti e andai in bagno a cambiarmi. Non potevo farmi vedere in giro e l’idea che lui sapesse cosa fare mi  tranquillizzò un pochino…molto poco.
Lui aveva subito già una trasformazione e aveva affrontato  tutto da solo. Nessuno qui è come noi, chissà come deve essersi sentito quando ha scoperto di cambiare. Se io mi fossi accorta delle orecchie prima del suo arrivo sarei impazzita, invece così…. Mi fermai a guardarle nello specchio… le toccai…si erano parte del mio corpo… però ha ragione sono carine. Senza di lui non le avrei mai apprezzate.
<< Pronta. Mi dai il tempo di mettere qualcosa nello zainetto?>>
<< Certo. Chiamo Elizabeth al bar per informarla.>>

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