I messaggeri di Hermes

I messaggeri di Hermes

<< Tutto bene? >>
<< Si direi di si. Un po’ confusa>>
<< Non si possono spiegare i viaggi, per questo non ti ho detto nulla per prepararti.>>
<< Lo capisco. Se qualcuno mi chiedesse di raccontarlo non ci riuscirei… è così complicato e nello stesso modo semplice… non so spiegarmi>>
<< Non ti preoccupare so cosa vuoi dire. Dai rimettiamoci il casco e andiamo a confermare il buon esito della missione a Dozineth>>

<<…e con questo ti abbiamo detto tutto>>
Sedavamo nelle poltrone con la nostra tazza di the in mano. Arrivati alla casa c’era già Elizabeth ad attenderci. Sul monitor, identico a quello presente nell’appartamento di Marc, aveva visto il buon esito dell’operazione, l’anomalia era scomparsa.
<< E così piccola Lily hai incontrato Lui per la prima volta, e ti sei comportata bene>>
<< Solo perché c’era Marc, da sola non sarei stata capace di fare nulla>>
<< Non demoralizzarti è normale. Le prime missioni non si possono fare da soli. Oltretutto come avrai notato non è possibile spiegare cosa troverai di là…non ci sono parole adatte. Bisogna andarci di persona>>
<< Si l’ho capito>>
Sono ancora così scossa, tutto sembra irreale. Sono dibattuta tra accettare l’esperienza appena vissuta o rifiutarla relegandola, nella mia testa, ad un sogno. Magari dettato da chissà quale sostanza allucinogena.
<< Bene. Ora direi che è il caso di andare tutti a letto. Domani si lavora!>>
La voce di Elizabeth mi destò dai miei pensieri. Si avvicinò a me, mentre mi alzavo dalla poltrona, e mi toccò delicatamente il braccio.
<< Non preoccuparti, domani fai il turno del pomeriggio. Ti sentirai a pezzi. Hai bisogno di riposare>>
<< Comunque se per caso dovessi sentirti male chiamaci subito, e se ti accorgi che c’è qualcosa che non va corri subito da uno di noi. >>
<< Certo Dozineth lo farò.>>

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