Il Cambiamento

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

Sono in una chiesa con un vescovo, però non è una chiesa normale.
Non ci sono nè panche nè altare.
Al centro vi è una vasca, piena d’acqua, recintata.
Sto parlando con questo vescovo ma non sento cosa ci diciamo.
Ad un certo punto decidiamo di uscire all’aperto e siamo accompagnati da una moltitudine di cani.
Non sono cani normali, all’inizio io li identifico come cani ma in realtà sono delle creature un po’ deformi, alcune camminano su due zampe altre a 4.
All’esterno si trova un bosco e noi stiamo seguendo il perimetro della chiesa, ad un certo punto una di queste creature mi prende in spalla.
A me fa molta dolcezza il suo gesto perchè percepisco il loro affetto nei miei confronti.
Solo che mi fa male essere trasportata.
Le sue spalle sono pungenti, cerco di sistemarmi meglio ma il dolore è molto forte.
Non voglio ferire i suoi sentimenti scendendo, ma ad un certo punto si mette a correre e il male è troppo forte.
Le chiedo di farmi scendere.
Nel momento in cui tocco il terreno sento qualcosa che mi prende e cerca di staccarmi dal mio corpo addormentato. Capisco in questo momento di star sognando, ma non sono ancora sveglia. Sono ancora nel mio sogno!
Allora cerco di tornare verso il mio corpo, perchè so che è da qualche parte,  e corro attraverso il bosco, mentre corro le foglie iniziano a coprirmi la visuale, però non capisco se sono davvero le foglie e se sono i miei capelli che si stanno trasformando…

<<Ah!>> era un incubo…solo un incubo… la mia faccia è normale… spero.
Mi alzo vado in bagno e mi guardo bene allo specchio. Ok nessuna stranezza. Sono io.
Se si può dire così dopo quello che è successo ieri.
Ritorno in camera e guardo il diario che si trova sul comodino.  Il diario di mio padre. Mio padre. Quanta forza in queste due semplici parole. Quanto dolore, quanta solitudine. Leggere la sua vita, i suoi sogni, le sue paure, tutto questo risveglia in me antichi dolori ma nello stesso tempo me lo rende così reale, così vicino, così presente.
“Hermes” contattò mio padre quando era ancora un ragazzo e viveva in un orfanotrofio. La storia familiare si ripete ciclicamente. Sempre un bimbo orfano, solo.
Lo portò nella dimensione di Anubis e venne allevato dalla loro famiglia che gli insegnò ad utilizzare i poteri latenti.
Iniziò così a servire gli Spiriti di Luce recuperando per loro gli “oggetti”.
Gli oggetti devono essere recuperati e riportati nel loro luogo di origine per ristabilire l’armonia tra le dimensioni.
Difatti tali oggetti distruggono la dimensione in cui si trovano, creando spaccature dimensionali, terremoti, inondazioni, cataclismi. Se non si agisce per tempo un intero mondo può essere cancellato.
Quando una dimensione scompare tutte le dimensioni ne risentono, per esempio se scompare la dimensione dell’acqua, sulla terra ci sarà un periodo di siccità e i deserti aumenteranno. Tutti i mondi sono collegati da fili invisibili. Siamo tutti connessi.
Gli oggetti recuperati devono essere consegnati agli uomini in bianco, che sono i servitori degli esseri di Luce. Questi sono in grado di trasformare l’energia rinchiusa in questi oggetti e di utilizzarla per creare nuove dimensioni.
Contrapposti agli uomini in bianco vi sono gli uomini in nero, che sono poi quelli che ho visto, che hanno il compito di mettere gli oggetti nelle varie dimensioni per distruggerle. Loro vivono grazie alla morte di una dimensione. Si nutrono di paura, odio, rancore e rabbia.
… Sembra di essere in un film fantasy…
Se non avessi visto Anubis non crederei ad un sola parola di ciò che sto leggendo.