Tutta, Tutta la verità – 4 parte

I messaggeri di Hermes
I messaggeri di Hermes

Arrivammo alla villa, ci venne ad aprire Elizabeth.
<<Vi stavamo aspettando. C’è anche Anubis>>
La seguimmo nel corridoio e entrammo in un salone d’altri tempi, con gli arazzi ai muri.
Seduti sulle poltrone, attenti a sorseggiare un the vi era l’uomo della balestra, che mi venne presentato come il capo villaggio, Jemina e il dio egiziano Anubis.  Lui, non un uomo in costume. Il vero ed unico Anubis. Ci sono immagini che la nostra mente rifiuta di analizzare, per quanto siano reali, cerca di catalogarle come allucinazioni. O forse era davvero così, magari ero stata drogata.
Rimasi pietrificata sulla soglia. Marc che era dietro di me mi spinse dentro.
<<Non saluti?>>
Per un breve periodo di tempo lo avevo trovato simpatico, chissà cosa mi era passato per la testa.
<<Non ti preoccupare Lilith, siediti con noi. Anubis era un caro amico dei tuoi genitori ed è stato il tuo tutore nel periodo successivo la loro morte.>>  il capo villaggio  mi fece segno di accomodarmi.
<<Mio piccolo demone, come stai? Non mi temere. Tuo padre per me era come un fratello. Io ti ho visto nascere, le mie mogli hanno aiutato tua madre a partorire.>>
Mi sembrava tutto così assurdo. Irreale. Una parte di me voleva fuggire da tutto ciò, e l’altra parte di me invece era totalmente affascinata da questa situazione.
<<Siediti con noi>> mi fece cenno il capo villaggio <<Ti racconteremo tutto quanto>>
Non riuscii a parlare, ma ubbidii alla richiesta di sedermi. Jemina mi venne accanto e mi strinse la mano.
<<Va tutto bene Lily?>> mi chiese.
<<Non molto… sono confusa e mi sembra di non vivere nella realtà>>
<<Lo so cosa provi, anche per me è stato così. Non sono nata qui. Dozineth>> e mi indicò il capo villaggio << mi ha riconosciuta mentre ero in vacanza qui in toscana e mi ha fatto entrare nel gruppo>>
<<Così le confondiamo le idee>> mi sorrise Elizabeth passandomi una tazza di the.
<<Partiamo dall’inizio>> suggerì Dozineth <<Come ben sai io sono il capo villaggio di White. In realtà non ho sempre ricoperto questo ruolo. Ho iniziato a lavorare come modello, guadagnavo bene e decisi di aprire un’agenzia. Nel frattempo avevo conosciuto tuo padre. Lui mi aveva stregato. Era una persona fantastica, carismatica e piena di allegria. Era un archeologo, aveva pubblicato diverse ricerche ed era abbastanza riconosciuto nel mondo accademico, ma questo di sicuro tu lo sai già. Un giorno si presentò ferito a casa mia. Aveva con sé un pacco che conteneva una strana sfera. Mi chiese aiuto, dicendo che io ero l’unica persona in grado di darglielo.
Poco dopo il suo arrivo si presentarono in casa mia gli uomini in nero. Apparirono nel mio soggiorno. Così dal nulla. Senza capire cosa stava accadendo io gli scagliai contro una palla di luce. Come questa>> così dicendo fece apparire una sfera di luce nella sua mano. Per lo stupore feci cadere la mia tazza che andò in frantumi.
<<Scusate… scusate tanto>> mi piegai a raccogliere i cocci.
<<La solita pasticciona>>
Fulminai Marc con lo sguardo. Forse l’unico motivo per cui non ero ancora andata in panico era proprio la rabbia che mi provocava la sua presenza.
<<Non preoccuparti. Comunque da quel giorno iniziai a lavorare con tuo padre e a ricercare le persone come noi. Perché vedi Lilith c’è un motivo per cui noi siamo qui. Tutte le persone che vedi in questa stanza hanno un segno particolare che le identifica . Siamo stati scelti da Hermes per compiere una missione importante. Noi siamo i messaggeri>>
I Messaggeri di cosa!?
<< Tieni. Leggendo il diario di tuo padre ti sarà tutto più chiaro>>
Solo in quel momento notai che Dozineth teneva tra le mani un libro. Anzi un diario. Il diario di mio padre!

<< Come ti senti dopo i discorsi fatti?>> mi chiede Jemina mentre ci stavamo dirigendo verso la mia pensione.
Dozineth mi aveva raccontato tutto sui miei genitori, sul fatto che loro facevano parte dei Messaggeri di Hermes, che il compito dei messaggeri consiste nel trovare “oggetti” che si trovano nel posto sbagliato e che causano problemi e di consegnargli agli uomini in bianco.

I quali sono al servizio di Hermes, che altro non è che una creatura di Luce (potremmo definirla angelo? Questo non l’ho ben capito) che ci vuole aiutare.
Mentre gli uomini in nero cercano di ostacolare il recupero degli oggetti, perché loro vivono grazie ai problemi causati da essi.
Devo dire che il tutto è veramente strano…
<<Sono confusa…devo essere sincera. Se non avessi visto Anubis coi miei occhi e non mi fossero capitate quelle cose strane, vi prenderei tutti per pazzi>>
<<Ti credo, è stato così anche per me. Solo vedere le cose coi tuoi occhi ti può convincere. Comunque ora sei arrivata fai una bella dormita. A domani.>>
<<A domani Jemina. Notte>>.

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