Il Favore – 2 parte

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I messaggeri di Hermes

<<Signorina… Signorina>> l’autista mi toccò gentilmente per svegliarmi. Dove sono? Ah si Pisa!
<<Signorina siamo a capolinea>>
<<Oh mi scusi!>> l’autobus era vuoto. E adesso? Come avrei fatto ad arrivare alla Torre? In che zona mi trovavo?
<<Mi scusi>> dissi mentre scendevo dal pullman <<Come faccio ad arrivare alla Torre di Pisa?>>
<<Allora sulla strada parallela a questa passa un autobus che si ferma un paio di metri prima dell’ingresso. Visto l’orario se si sbriga riesce ad entrare prima che chiudano>>
<<Grazie!>> e corsi alla fermata che mi aveva indicato.
<<Signorina deve scendere alla prossima>> mi suggerì l’autista.
<<Grazie>> e mi preparai a scendere.
Non fu difficile trovare l’ingresso, la strada era piena di turisti. Seguii un gruppo di giapponesi con le loro macchine fotografiche.
Chissà perché mi sono cacciata in questo guaio! E se dentro al pacco c’è la droga?

<<Oh mi Dio!>> mi fermai di colpo. E se era vero? Dopotutto Elizabeth si comportava in modo strano, e il proprietario del villaggio era un tipo solitario… chiuso in quella villa.
<<Signorina>>
Mi spaventai a morte a sentire quella voce dietro di me.
Mentre mi giravo qualcuno mi strinse il braccio.
<<Mi lasci!! Mi lasci!!! Aiuto!!>> ero in panico. L’uomo che mi teneva il braccio con forza era vestito completamente di nero, giacca, cravatta e cappello ma la cosa più terrificante era il volto. Non aveva la bocca!!! Gli occhi e il naso erano al loro posto ma la bocca non c’era!!!
<<Aiuto!!!>> distolsi lo sguardo dalla sua faccia per cercare qualcuno e mi accorsi che non c’era più nessuno per strada, anche la luce era diversa. Prima il sole stava per tramontare e si stava facendo buio invece ora… ora la luce era ovunque ma non c’era il sole e non c’erano le ombre, tutto era strano.
Cercai di divincolarmi dalla presa ma il mio terrore e la sua forza fisica non me lo permisero. Non sapevo più cosa fare.
Una luce giunse da dietro di me e avvolse l’uomo e il mio braccio fu libero.
Solo che così persi l’equilibrio e caddi di schiena. Qualcuno mi prese al volo da dietro e mi rimisi ad urlare.
<<Calmati calmati! Sono io! Vuoi attirare tutti i turisti?>> la gente era ricomparsa e alcuni turisti si erano fermati ad osservarci.
Mi accorsi di essere per terra, appoggiata con la schiena sulle ginocchia del mio salvatore il quale mi stava stringendo per tenermi ferma.
Avvicinò il suo viso al mio orecchio per parlarmi a bassa voce.
<<Non agitarti altrimenti pensano che sono io che voglio farti del male>>
Mi girai per guardarlo in faccia: era Marc.
<<Tu cosa ci fai qui?>> mi chiese

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