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I messaggeri di Hermes

Era passata più di una settimana da quella strana serata. Io avevo fatto finta di nulla ed Elizabeth non aveva accennato a nessun furto riguardante ciò che avevamo visto io e Simone dalla finestra.
notai comunque che era sempre nervosa e dalle sue occhiaie potevo intuire che non passava le notti a dormire. La curiosità mi rodeva ma non potevo chiedere nulla perché non erano fatti miei.
Avevo notato anche che Jemina aveva preso 4 giorni di ferie e Marc era sparito da 3 giorni, forse erano partiti insieme per qualche località esotica.
Ero talmente impegnata a fantasticare che non mi ero accorta che Elizabeth era uscita dal bar.
Incuriosita uscii per guardare dove fosse andata, ma non la trovai nemmeno fuori. Dove era? Come faceva ad essere sparita in così poco tempo?
<<Lily>> era la voce di Albert
<<Ciao. Scusa hai visto Elizabeth?>>
<<No. Non è uscita dal bar perché noi eravamo qui fuori e l’avremmo vista. Perché la cerchi?>>
<<Se te lo dico mi prendi per pazza>>
<<Ma dai! Racconta>>
<<Ero dietro al bancone e lei stava pulendo la macchina del caffé e poi non l’ho più vista>>
<<Sei sicura che non è nel bar? In bagno?>>
<<Mi sarebbe passata davanti per…>> un rumore di bicchieri rotti mi interruppe.
Corremmo entrambi dentro al bar e trovammo Elizabeth sdraiata per terra. Era piena di graffi e teneva stretto al petto un pacco.
<<Elizabeth! Stai bene? Cos’è successo!?>> mi inginocchiai accanto.
<<…il braccio… devo averlo rotto>> tentò di alzarsi ma non ci riuscì.
<<Chiamo un ambulanza>> disse Albert alzando la cornetta del telefono.
<<Lily…>>
<<Dimmi Elizabeth>>
<<Devi farmi un piacere. Questo pacco deve essere portato a Pisa prima di domani mattina. Per favore portalo tu… è importante!>>
<<Non ti preoccupare>>
<<Ascoltami attentamente. Non devi aprire il pacco per nessun motivo. Lo devi consegnare all’uomo che ti aspetta davanti alla torre di Pisa, è vestito di bianco.>>
<<Va bene. Parto appena arriva l’ambulanza>
<<No! Parti subito! Tra pochi minuti passa l’autobus per Pisa! Vai subito!!>>
<<Okay okay, stai tranquilla vado subito>> presi il pacco e lo misi nella mia borsa.
Albert aveva ascoltato tutto il discorso e mi guardava tra lo stupito e il preoccupato.
<<Non ci vai da sola>>
<<Occupati tu di lei, io non posso rimanere>> e prima che potesse rispondermi corsi fuori dal bar verso la fermata.
Presi l’autobus al volo e feci il biglietto. Sudata e stanca mi sedetti su un sedile in fondo.
Dovevo pensare a quello che era successo. Chi era l’uomo che dovevo incontrare? Cosa conteneva il pacco che dovevo consegnare? E se era un corriere di droga? In che guai mi stavo mettendo?
Elizabeth da dove era sbucata? E le ferite che si era procurata? Il braccio rotto?

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